Siamo in piena stagione secca, ma stranamente le nuvole navigano nel cielo tutte le mattine e poi si dileguano al diffondersi dell’intensa luce solare. La scorsa stagione è stata un disastro, le grandi piogge che normalmente durano da ottobre ad aprile sono invece finite a gennaio. Vedendo la desolazione dei nostri campi si può capire la desolazione del cuore di questo popolo che vive prevalentemente di agricoltura. La maggior parte della popolazione ha perso tutto, qualcuno che aveva seminato prima ha potuto raccogliere qualcosina, ma è chiaro per tutti che questo è «l’anno della grande fame». Anche il livello dei fiumi è evidentemente ridotto e i pozzi sono quasi tutti secchi. Invano cerchiamo un «Giuseppe» che, in un

«Egitto vicino», abbia conservato nei depositi il grano! Di fatto la Namibia non ha assolutamente acqua e dipende dall’Angola; al sud muoiono i buoi per sete e mancanza di erba; noi al centro cerchiamo di sopravvivere. L’aiuto dei nostri benefattori che prima era prezioso ora è indispensabile. Si salvano vite spesso agli estremi, oltre naturalmente alla consueta colazione dei bimbi in 7 villaggi. Inoltre anche gli aiuti che vengono da Valserena, da Pontedera e da amici sono immediatamente necessari. Che Dio ci aiuti ad attraversare questi momenti difficili di fame, malaria e tifo… e a tutti voi doni il centuplo della sua ricompensa per il vostro aiuto.

Manuela

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