Il Seme – 41/2016

Da una periferia: dialogo tra padre e figlio

È già sera, la mamma sta preparando qualcosa da mangiare sul treppiedi di ferro posato su un fascio scomposto di legna mezza verde che fumando stenta ad ardere. È la legna che faticosamente e molto lontano la stessa donna ha raccolto il giorno prima.
João, il figlio maggiore il solo rimasto in vita (altri 5 sono morti tra stenti e malattie) cerca di capire cosa pensa suo padre. Seduto su un panchetto di legno e pelle di capra, quelli che tutta la gente usa e che si comprano al Rock, (il grande mercato dove si trova tutto, anche donne e bambini da comprare!) il vecchio tace troppo e sembra non accorgersi di essere osservato.
João si fa coraggio, rompe il ghiaccio e domanda: “Vecchio , sei triste?”. Il vecchio alza gli occhi che guardavano nel vuoto e fissa il figlio giovane e innocente: “Ho perso il lavoro, l’impresa è fallita, tutti a casa e senza spiegazioni. È inutile non c’è nessuno con cui discutere. Il Libanese è sparito e con lui centinaia di altri stranieri. Si dice che lo Stato vuole mandar via tutti per far fare i soldi agli angolani, ma non ci sono altre fabbriche, altri magazzini fuori di quelli stranieri. Ora João, siamo ad una svolta critica: è peggio del tempo dei coloni ed è peggio anche di quando stavamo in mezzo alle bombe chimiche. A quel tempo per lo meno speravamo che la guerra finisse, ora non si sa cosa sperare! Sto pensando seriamente di tornare al villaggio e coltivare un pezzo di terra, ma tu? Come farai tu con la scuola? Vi lascio soli qua nel Bairro? Il riso scordatelo, costa quasi 4 volte più di prima con l’importazione proibita! Spera solo in un piatto di polenta con qualche foglia di verdura una volta al giorno e continua a studiare. …

n. 41/2016 – Maggio 2016
Direttore Responsabile: sr. M.Laura Rossi Zanetti

 

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