Sulla nostra strada si va a ritmo di preghiera, noi , la gente, i camion che vanno a comprare prodotti nei campi dei vicini, il camion che porta il cibo dei bambini… si va pregando sulla nostra strada, quasi senza acceleratore e il piede pronto sul freno. Si fa in tempo a fermarsi, tra una ravina e l’altra , si fa in tempo a caricare i fasci di legna di qualche povero stanco che chiede un passaggio. Tra una grande buche e una roccia si danno biscotti ai bambini, senza fermarsi… tanto siamo già quasi fermi… e chi non conosce la strada, scivola facilmente nelle grandi fosse laterali scavate dall’acqua e poi ci vuole il trattore per tirarlo fuori. Sulla nostra strada, che quasi strada non è più, ormai pochi si azzardano a passare e il conduttore del camion che porta il cibo per i bambini dei villaggi ci ha minacciate: «O aggiustate la strada prima delle prossime grandi piogge o… il cibo venite a prendervelo a piedi!» 20 chilometri e tutti quei sacchi?

Molti avevano promesso di aiutarci, ma sono poi svaniti come la rugiada del mattino… un ultimo S.O.S., perché le grandi piogge inizieranno a ottobre!

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