Paolo Lavino: «Da Re delle vendite per corrispondenza ai successi di “Bottega Verde”…»

…e così lo ricordano i suoi bambini angolani e le sue monache trappiste

 

Il 10 agosto scorso con queste parole la stampa annunciava la scomparsa, all’età di 80 anni, del dott. Paolo Lavino e ne presentava il ricordo attraverso le testimonianze di chi l’aveva conosciuto: «Cossatese, classe 1940, Lavino è stato un big dell’economia biellese. Ha costruito il suo impero sulle vendite per corrispondenza, partendo con la storica Euronova di Vigliano (…).

Poi l’aveva ceduta per rilevare Mondoffice, azienda leader nelle forniture per l’ufficio. Nel 1992 aveva dato vita a un altro business di successo, acquisendo il marchio Bottega Verde, leader nel campo cosmetico. Nel 1993 aveva spedito i primi cataloghi e nel 1995, con l’apertura dello stabilimento di produzione di cosmetici di Colorno, aveva terminato l’integrazione totale della filiera. In pochi anni Bottega Verde è diventato uno dei primi 3 marchi nazionali nel campo dei cosmetici. Nel 1996 aveva anche acquisito lo storico brand Anni ‘80 Naj Oleari.(…) Paolo Lavino s’è impegnato a fondo anche nella politica, nelle banche e nell’editoria. É stato consigliere comunale a Cossato per diverse legislature, nelle file della Democrazia cristiana. Vent’anni fa era invece diventato presidente di Biverbanca. Con lui scompare uno dei capitani d’industria che hanno fatto grande il nostro territorio – commenta il sindaco di Biella Claudio Corradino, che ha conosciuto l’imprenditore soprattutto quand’era sindaco a Cossato – Era un uomo illuminato che ha saputo diversificare le sue attività, dando lavoro a tanta gente. (…) Lavino era un imprenditore che aveva saputo coniugare in modo straordinario il pragmatismo, che imponeva la sua professione, con l’intensa spiritualità di una fede tanto ferma quanto interiormente vissuta. E proprio in virtù di questa fede, sapeva tradurre l’essenzialità del suo dialogare, tipica di un uomo più avvezzo ai fatti che alle parole, con la concretezza di azioni volte sempre, prima di ogni altra cosa, al rispetto per le persone. Per questo quella di Paolo Lavino rimarrà una doppia testimonianza: quella di un imprenditore illuminato e vincente e quella di un credente che ha fatto della sua fede una guida irrinunciabile.»

Con grande dolore abbiamo appreso quella sera la notizia della morte del carissimo Pai Paulo, come lo chiamavano i nostri bambini. Il dott. Lavino è stato un Angelo per i bimbi bisognosi dei 7 villaggi che circondano il Monastero e non solo… Ha salvato la vita di centinaia di bambini con il piatto di cibo di ogni mattino e certamente il Signore lo ha già premiato. La mattina abbiamo celebrato la santa Messa per lui e grande è stata la mia sorpresa quando ho sentito le parole del Vangelo di quel giorno: Quel che avrete fatto ad uno di questi piccoli lo avete fatto a Me. É stata la risposta immediata del Signore alla nostra preghiera, che mi ha molto rallegrata! Continueremo a pregare, soprattutto per la famiglia, che sentirà molto la mancanza della sua paterna presenza. Appena ci è giunta notizia abbiamo mandato i nostri ragazzi ad avvisare nei villaggi e da tutte le parti stanno pregando per lui e per loro. Avere un cuore grande gli ha provveduto una grande famiglia: i suoi bambini sono attualmente più di 1500, molti di più nel corso degli anni.

Da quanto tempo Paolo Lavino aiutava i villaggi? … 10 anni o più. I villaggi sono 7: Tchilonga, Pena, Cossango, Kessongo, Tchinheni, Maiaia e Tchakuma. Ci era molto vicino, anche se non è mai riuscito a venire, pur avendolo programmato qualche volta. Ma stavamo in contatto: io scrivevo ogni tanto della situazione dei bambini dei villaggi e a volte lui rispondeva. Quando aveva dei problemi ci chiedeva di pregare e sapeva che i suoi bambini lo facevano immediatamente. Anche quando è stato male ce lo ha subito detto e tutti ci siamo messi a pregare. L’ho conosciuto di persona una volta durante un mio rientro in Italia. Sono andata a trovarlo, a Cossato e lui mi ha ricevuto con molto interesse e affetto, voleva sapere di tutto e di tutti e si è commosso ascoltando le condizioni in cui ci muoviamo…poi ha chiamato il suo figlio maggiore per presentarmelo e partecipare al nostro dialogo. É stato un incontro molto bello! Lo sentivo come un fratello grande e buono, che mi dava piena fiducia nel gestire e trasmettere il suo aiuto ai villaggi. Un uomo riservato, dal cuore tanto buono. Il Signore ricompensi lui e la sua famiglia per quanto ha fatto per il nostro popolo.

Madre Manuela e Comunità

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