La nostra strada: un altro sogno divenuto realtà

Questa volta siamo le prime ad essere sbalordite dalla velocità della Provvidenza! Da anni si piangeva sulla nostra strada, i suoi pericoli, e talvolta anche i suoi morti per incidente, soprattutto in motocicletta. Nell’ultimo numero de «il Seme» lanciavamo un S.O.S.: veniteci in aiuto per rifare la strada! Era un appello che ci trovava con un filo di voce, perché l’impresa pareva impossibile. Aggiustata «alla cinese», con sola terra, sarebbe di prezzo accessibile, ma durerebbe una stagione. A una strada asfaltata, come pensare? I prezzi risultano per noi inaccessibili. La Provvidenza è venuta in nostro aiuto, al solito, con un amico: Marco T., di Pontedera, ingegnere da poco in pensione, esperto, appunto, di strade. In un primo sopralluogo, anche Marco è perplesso sulla possibilità di riuscire nell’impresa; ma, tornato a Pontedera, calcola, riflette, formula un progetto adattato ai nostri bisogni, con tratti di strada rafforzati con pietre e cemento nei punti più pericolosi e soggetti a deteriorarsi con le piogge, altri tratti realizzati più semplicemente finendo con laterite. Detto fatto, Marco ritorna, si mette insieme la squadra, ci si accinge all’impresa, coi mezzi disponibili a noleggio il lavoro procede…sembra impossibile! In poco più di tre mesi la strada è quasi ultimata, si vola da Huambo al monastero in soli 25 minuti! E per tutti coloro che la percorrono o a piedi, o in motocicletta, o in parte ottenendo un passaggio, dai villaggi alla città, ai mercati, con le merci sulla testa, è veramente un’altra vita. Chi ci sperava più, dopo tanti anni di attesa? Grazie all’amico Marco, che ha impiegato la sua perizia e, ancor più, il cuore. Grazie ai benefattori grandi e piccoli che hanno dato il loro contributo: grazie all’Ordine in particolare al monastero di Scourmont, attraverso dom Armando, che ha dato il contributo maggiore. Grazie al Signore che sempre previene i suoi poveri, li soccorre quando sono allo stremo, li porta su ali di aquila, fa sì che il loro piede non si logori per il troppo cammino.

Ripartiamo, confortate nella speranza.

 

Come era la strada prima dell’aiuto:

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