Il 14 marzo 2025 abbiamo compiuto 20 anni dal nostro arrivo in Siria. Vent’anni ricchi di sfide, di grazie, di dolore e di speranza, di distruzione e di bellezza. Come ha detto scherzando una di noi, vent’anni in Siria – di questi tempi – sono come centocinquanta in Italia o in Francia.

Festeggiamo dunque il nostro 150°!

Abbiamo potuto sentire la mano di Dio che ci ha accompagnato, anzi che ci ha preceduto e ci ha guidato passo dopo passo. E insieme alla presenza di Dio, la vostra preghiera ed amicizia.

Nel 2004 iniziava la preparazione della Fondazione a Valserena e il 14 marzo 2005 siamo partite definitivamente in quattro (Sr Marita, sr Mariangela, Sr Adriana, Sr Marta Luisa) per stabilirci nel quartiere di Midan, accolte dal Vicario Apostolico Latino di allora, Mons. Giuseppe Nazzaro. Ad Aleppo siamo rimaste cinque anni e mezzo, conoscendo un po’ la realtà delle chiese e delle genti di Siria, muovendo i primi passi nel mondo arabo e cercando nel frattempo il terreno adatto.

Dal 2006 abbiamo cercato, trovato e comprato il terreno ad Azer, e celebrato nel 2008 il primo atto ufficiale sul luogo dell’installazione, cioè l’impianto della Croce di Fondazione. Fino al trasferimento definitivo nel settembre 2010. Il 14 Settembre, festa dell’Esaltazione della Croce, diventa così la data di inizio della Vita Regolare ad Azer. Pochi mesi dopo, nel marzo 2011, comincerà anche la guerra vera e propria in Siria. E ci passeremo nel mezzo.

Nel frattempo altre sorelle hanno condiviso con noi la vita di Fons Pacis, chi per qualche mese, chi per più anni! In tanti ci chiedevano come stiamo… Noi bene, di per sé, rispondevamo.

Ma sospese, come tutti qui. La gente è inquieta, nessuno si sente sicuro. C’è come una cappa di incertezza e oppressione che non si era mai sentita, neppure durante gli anni più pesanti della guerra. Perché non si vede un orizzonte. La vita è andata avanti. Tutto quello che potevamo fare, lo abbiamo fatto. La preghiera è diventata più intensa, più accorata. I lavori sono continuati, là dove è stato possibile. I cementi armati sono ormai tutti finiti, tranne la parete sopra l’abside (che si sta facendo direttamente in pietra).

Poi, per la comunità, c’è stato un passaggio forte.

In meno di un mese, due delle quattro fondatrici sono scese nella terra, salite nel cielo. Se è vero che il regno dei cieli va preso un po’ anche con la forza, allora benediciamo il Signore per la forza del dono della vita (e di tutte se stesse) di queste due sorelle, pietre fondatrici, che una dopo l’altra, nel mese di maggio, dedicato a Maria, hanno pronunciato un voto di stabilità in questa terra di Siria, bagnata dal sangue della violenza ma anche da quello di tanti martiri e santi che hanno fecondato la chiesa ed anche la vita monastica.

La prima è stata suor Maria Rita Mantovani: nata nel 1946 ad Adria (Italia), laureata in medicina, è entrata nel monastero cistercense di Valserena nel 1973 e ha emesso la professione solenne nel 1979. L’8 maggio 2025, memoriale dei fratelli di Tibhirine, venuti ad accompagnarla nel grande passaggio, sigillo indelebile sulla sua vocazione tanto amata e sofferta, suor Marita ha celebrato la sua vera Pasqua. In un attimo, un’ora, due, era già nelle braccia del Padre.

Aveva 79 anni e da 49 era monaca.

A distanza di sole tre settimane abbiamo accompagnato un’altra sorella attraverso il passaggio alla vita eterna. Suor Adriana (Andreana in realtà) Montixi è morta la mattina del 31 maggio, festa liturgica della Visitazione. Ancora una volta una data significativa, quella in cui le comunità della nostra filiazione di Valserena rinnovano la consacrazione di ciascuna sorella a Maria, e una festa significativa per i nostri fratelli di Tibhirine, che nella Visitazione vedevano il mistero della loro presenza in terra d’Islam come portatori del Cristo e della sua salvezza.

Il villaggio ci è stato vicino. I nostri operai, i nostri vicini, già sapevano cosa fare, ed hanno preparato tutta la chiesa e il cimitero. Il corpo di suor Adriana ha ricevuto, come quello di suor Marita, la doppia benedizione secondo i due riti (latino e maronita) segno bello di comunione e di unità. Anche i nostri operai musulmani erano presenti e hanno aiutato a portare la bara.

Le signore ci hanno offerto il loro aiuto, hanno preparato il caffè cerimoniale, e dopo che abbiamo preparato le Sorelle con l’abito monastico, è cominciata la veglia di preghiera insieme anche a tanti che ci hanno fatto visita. Ci hanno commosso le lacrime di tante persone.

Le parole dell’omelia hanno illuminato il senso cristiano di dare la vita con gioia per il Signore, con il sorriso sulle labbra, là dove il Signore ci ha posti, nella semplicità della vita quotidiana. L’esperienza di due funerali e due sepolture nel segno della speranza, con il cimitero luminoso e fiorito, ha aiutato molti a sentire il Signore presente in mezzo al suo popolo.

Le sorelle di Fons Pacis.

Al 30 settembre 2025:

per le opere in Siria sono giunti € 3.200

Grazie!

Associazione Nostra Signora della Pace ODV
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