Corso intensivo: esperienza di grazia…

Come ogni anno verso giugno-luglio, la Facoltà di Farmacia dell’Università J. Piaget ha bussato alla porta del nostro Laboratorio Farmaceutico. All’inizio degli anni ’90 a OnigoPederobba, nella fabbrica Assogalenica, noi abbiamo ricevuto dalla dr. Laura Mazzon e dalle sue collaboratrici una ricchezza indescrivibile: la tecnica di fabbricazione e analisi di qualità di prodotti farmaceutici, arricchita poi nel tempo dai metodi di estrazione dei principi naturali. Questi ragazzi studiano tanto, ma non hanno possibilità di vedere dal vivo fabbricare medicinali e fare esperienza, per questo battono alla nostra porta. Quest’anno erano 31, per lo più ragazze, e sono arrivati da Luanda e Benguela sulla nostra montagna con un grande pullman rosso che non si sa come abbia potuto salire visto le curve e le buche! Il Corso intensivo è durato 9 giorni, tutti gli studenti erano alloggiati accanto al Monastero nella preziosa «Casa beata Gabriella» e nella foresteria antica. È stata un’esperienza un po’ faticosa per noi monache che dovevamo conciliare il ritmo della vita monastica, da Vigilie a Compieta, e le pratiche di laboratorio, ma vedere l’interesse degli studenti, la loro gioia nell’imparare cose mai viste, ci ha dato forza fino all’ultimo giorno. Nelle lezioni eravamo aiutate anche da Luisa che da quando è tornata da Pisa continua a lavorare con noi. Quello che più ci ha stupite è stato vedere cambiare l’atteggiamento dei giovani nei confronti delle Sorelle lungo il passare dei  giorni.  All’inizio,  infatti, sembravano interessati solo al Laboratorio, inoltre, molti di loro erano di altre religioni e un gran numero atei. Dopo 5 giorni, abbiamo visto quattro ragazze che si erano dichiarate atee entrare a vespro e seguire tutto l’Ufficio, finché l’ultimo giorno alla Messa sono venuti tutti: avventisti, protestanti, testimoni di Geova e atei. Nella nostra piccola cappella stavamo seduti in due per ogni sedia, la Messa è stata una meraviglia: loro con entusiasmo entravano, più o meno, nei canti e al Padre Nostro tutte le mani stese ci hanno resi tutti fratelli, alla ricerca dell’unico Dio. Alla fine due delle ragazze, atee dichiarate, hanno iniziato a parlare con le nostre giovani postulanti,  novizie e anche con la maestra delle aspiranti e una con la madre. Ci hanno detto di aver incontrato qualcosa di diverso: un Dio vicino, donne felici, e hanno chiesto di poter tornare. Certo, se davvero dovessero venire ci sarebbe da iniziare da zero: Catechismo, Battesimo,  ecc.…, ma  anche se non tornasse più nessuna di loro siamo certe che era autentico quel che ci dicevano al momento di ripartire tra abbracci commossi: «Abbiamo imparato tante cose importanti del Laboratorio, adesso potremo preparare e difendere la nostra tesi di Farmacia, ma ciò che abbiamo incontrato a livello umano e spirituale oltrepassa ogni nostra aspettativa». Viva Gesù! Diciamo noi, che ci ha scelte in mezzo al suo popolo per essere sue testimoni su questa montagna, in questo bel Monastero dove, forse la grazia della nostra Comunità è più evidente a chi si avvicina che per noi che semplicemente viviamo nella grazia ricevuta.

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